Adoro la forografia di scena. Come incipit mi sembra abbastanza definitivo, che ne dite? E’ una presa di posizione. 
Uno dei motivi risiede nel fatto che la fotografia di scena cattura con un altro punto di vista una realtà, quella della finzione cinematografica in questo caso, pensata e costruita  per passare attraverso la macchna da presa. Quindi, quello che la fotografia di scena ci offre è un nuovo punto di vista, che spesso non tiene affatto conto della storia che viene raccontata, per seguire un nuovo filo conduttore animato dagli stessi elementi. 
Tutto ciò per introdurre “Il Volto inedito del cinema italiano”, la mostra, a ingresso gratuito alla Casa del Cinema aperta al pubblico fino al 15 giugno. Curata da Antonio Maraldi e Angela Gorini propone 40 scatti a colori e in bianco e nero realizzati da altrettanti fotografi che hanno lavorato alle produzioni cinematografiche e televisive degli ultimi tre anni. Le foto vincitrici del concorso sono quelle scattate sui set di Il figlio più piccolo di Pupi Avati (autore Andrea Catoni), La passione di Carlo Mazzacurati (autore Chico De Luigi), Armandino e il Madre di Valeria Golino (autore Gianni Fiorito), Una vita tranquilla di Claudio Cupellini (autore Angelo R. Turetta), La prima cosa bella di Paolo Virzì (autore Paolo Ciriello), Matrimoni e altri disastri di Nina Di Maio (autore Simone Martinetto), La nostra vita di Daniele Luchetti (autore Emanuela Scarpa), Gorbaciof di Stefano Incerti (autore Gianni Fiorito), La pecora nera di Ascanio Celestini (autori Maila Iacovelli e Fabio Zayed).
Ci andiamo domani?

Il volto inedito del cinema italiano.
Casa del Cinema, Roma
Largo M. Mastroianni, 1 (Villa Borghese) Flaminio
ingresso gratuito