Olga Tobreluts, Kate. Dalla serie Immagini Sacre, 1997 – 98

“Se disimpariamo a dipingere smettiamo di essere europei” diceva qualche giorno fa Ol’ga Tobleluts, ospite d’eccezione di VISIVA che proprio venerdì ha inaugurato l’apertura della sua sede e del suo ambizioso progetto tra cultura formazione e marketing.
Come promesso E se domani…a Roma ha partecipato all’evento. Interessanti sia la sede che il progetto VISIVA ma le donzelle hostess di terra in superminigonna, tacchi e plateau vertiginosi, che accoglievano gli ospiti, forse non avevano l’orologio…il DJ set non era previsto dopo mezzanotte?

Nuove Mitologie“, la mostra fotografica dell’artista russa, a ingresso libero fino al 14 ottobre, propone un compendio di opere realizzate dall’inizio della carriera della Tobleluts fino al 2006. Si attua un cortocircuito tra mito e immagine contemporanea; l’ “imperativo digitale” proposto dall’artista e dal movimento della Nuova Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo accosta la produzione più tradizionale a quella che si avvale si software di elaborazione delle immagini.
Il mito, i personaggi della moda, dello star sistem, il mercato del lusso si ibridano. Ne viene fuori un risultato ironico, di denuncia che non manca di suscitare reazioni istituzionali. Infatti, racconta l’artista, la sua opera in Russia viene tacciata di trasgredire le attuali leggi contro l’omosessualità esibita in pubblico, e infatti l’Ambasciata Russa in Italia si è rifiutata di patrocinare la mostra. Non pensiate però che solo la Russia mostri ostilità nei confronti delle immagini della Tobleluts. Sembra che San Sebastiano con la faccia di Di Caprio non sia stato gradito, per non parlare del soldato americano in perizoma.

Abbiamo detto che questi lavori arrivano fino al 2006, oggi la sperimentazione artistica va oltre la tecnologia per tornare al disegno. La Nuova Accademia di San Pietroburgo, anche per invertire la tendenza dell’arte che per evitare problemi con le leggi vigenti si è rivolta sempre più all’astrazione, auspica un ritorno delle tendenze classiche. Ecco chiarito il senso dell’affermazione “se disimpariamo a dipingere smettiamo di essere europei”.

Ci andiamo…domani?