Dal 6 novembre 2013 al 26 gennaio 2014 la Casa dei Teatri ospita “Prigionie (in)visibili, il teatro di Samuel Beckett e il mondo contemporaneo”. A sessantanni di distanza dalla prima mondiale dello straordinario spettacolo  Aspettando Godot (Parigi, Théatre de Babylon, 5 gennaio 1953) una mostra a ingresso libero riprende il percorso dell’opera beckettiana, del racconto di “un’umanità inconsapevolmente imprigionata”, riflettendo su come, dopo la morte dell’autore negli anni Novanta, questo sia entrato nell’immaginario artistico e popolare.

In particolare il concetto di prigionia viene approfondito attraverso fotografie, modellini, installazioni scenografiche e interviste. Si tratta del concetto di prigionia (in)visibile e (in)consapevole che percorre le messe in scena delle opere di Beckett, l’esposizione ne sottolinea i cambiamenti e le costanti.

La prima sezione della mostra racconta le messe in scena realizzate all’interno di Istituti penitenziari.
Un teatro dal tratto astratto è mostrato nella seconda sezione dove si possono incontrare personaggi beckettiani assolutamente inconsapevoli complica l’ausilio di modellini e foto.
L’ultima sezione offre invece uno spaccato sul dopo Beckett, uno sguardo sull’opera dell’irlandese per mano di altri autori o registi.

Ci andiamo…domani?