“Uno spazio libero, anzitutto. Room: spazio/stanza. Vuoto ma disponibile, anzi disposto: spazio non indifferente alla mobilitazione, all’attraversamento, al passaggio. Spazio per muoversi, insomma; uno spazio che consenta il movimento, che gli sia almeno sufficiente: enough room to move. E’ inevitabile che il pensiero corra a certe stanze beckettiane, lo spazio quadrato attraversato dall’incessante movimento che di quello stesso spazio accuratamente evita il centro: periferia del muoversi con mezzi umani.”
Che ne dite…vi è piaciuta la citazione? Vogliamo parlare delle “stanze beckettiane”? Ah! I miracoli del copia e incolla ti fanno parlare, per voce altrui, in lingue e con pensieri alti. 
Mentre mi apprestavo, entusiasta nel suddetto copia e incolla di questa descrizione dello spazio dedicato alla mostra Liber amicorum alla galleria Radio Art Mobile, non mi sono venute in mente riflessioni profonde, filosofeggianti o peggio pseudointellettuali; no. Ho pensato subito al treno delle 7:28, al vagone sudato e senza ossigeno e soprattutto al fatto che questa mattina sono rimasta in piedi nello scompartimento, compressa in un angolo. La vita da pendolare: un’avventura coraggiosa che non sempre finisce o inizia bene. Dopo questa irresistibile sentenza che vi ho “gentilmente” regalato preparartevi al peggio, stanno arrivando le riflessioni pseudointellettuali.
Non vi preoccupate, scherzavo. Anzi voglio parlarvi di questa mostra organizzata negli spazi della Radio Art Mobile, una galleria in zona Esquilino. De Dominicis, Joseph Kosuth e Ettore Spalletti sono i tre artisti in mostra che condividono questa esperienza accomunati da una profonda amicizia che li ha legati negli anni 70″ , ad ogni artista è riservata una stanza che diventa lo spazio dell’espressione e il luogo d’incontro.  Ci andiamo domani? Dimeticavo. La mostra è gratuita e sarà aperta al pubblico fino al 23 aprile.