Come vi sentite dopo l’ultima abbuffata? L’Epifania ha decretato la fine di questo periodo di festa. L’albero di Natale e il presepe sono ormai in soffitta e le vostre tavole sono ancora affollate da panettone, pandoro, torroncini vari e una quantità indefinita di datteri. A casa vostra non accade tutto questo? Bravissimi, avete distribuito le calorie tutte nei giorni di festa così adesso non siete sottoposti alla tentazione del richiamo mattutino del pandoro ovvero l’annientamento dei famosi buoni propositi alimentari. E poi come si fa a buttare tutto? No, ricicliamo il pandoro in veste di prima colazione.
Rimaniamo in tema ricilaggio, lo so, il passaggio è un po’ brusco, ma il pandoro ha avuto il suo effetto. Fino al 30 gennaio, al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari la mostra  “G come gioco. Nomi, cose, città…animali feroci” affronta un argomento attualissimo, il riciclaggio  mostrando come questa attività può diventare un modo per salvare “esperienze e memorie degli oggetti. Ideata da Mook, Carlo Nannetti e Francesca Crisafulli, espone  sculture, opere d’arte del riciclaggio ovvero riciclaggio artistico. Ma chi sono i Mook: “moderni esploratori in cerca di materiali “scaricati dal tempo”, trovati e raccolti in spiagge o discariche o in fabbriche e luoghi abbandonati le cose e gli oggetti trovano nuova vita, e nuovi significati, in composizioni-creature stupefacenti; assemblati e rimodellati, tagliati e incisi diventano pezzi unici nati dalla esuberante verve creativa, scherzosa e talvolta irriverente degli autori”. Il risultato di queste operazioni approda alla scultura, al design e a laboratori per adulti e bambini. Ci andiamo domani?
 

G come gioco. Nomi, cose, città…animali feroci. (sculture Mook)
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, piazza Marconi, 8 Roma; fino al 30 gennaio 2011, orari: martedì-domenica 9:00-20:00 (lunedì chiuso)
sito web: www.beniculturali.it e www.mook.it